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Storia

La testata originale de “L'Alpinista”, giornale della sezione. Fondato il 21 agosto 1881.
Il giornale usciva due volte la settimana in 600 esemplari.
Diretto da Luigi Boeri era ispirato “a nobili intenti ed a idee liberali”.
Costava 5 centesimi la copia e 81 lire l'abbonamento annuale.

 

La vita del Club Alpino Monregalese si può suddividere in due periodi separati da una lunga stasi: quello che va dal 1870 al 1889 e quello che si estende dal 1924 ad oggi
Sul primo ciclo di vita le notizie sono scarse e frammentarie. Nulla risulta di ufficiale sul periodo iniziale: i due anni 1871 – 1872 in cui la sezione monregalese sarebbe stata denominata “delle Alpi Marittime” sotto la presidenza del Senatore Giovanni Garelli.

Da un documento reperito nell'archivio di un'antica famiglia monregalese che annoverava avvocati, cattedratici e senatori, risulta che  l'Atto Costitutivo della sezione del C.A.I. di Mondovì sotto il nome di  "Bossea", risale al 19/12/1881. Il primo presidente fu il Senatore Felice Garelli.
La sezione Bossea, attiva e vitale per una decina di anni, conobbe poi un lungo periodo di interruzione, ma lo spirito alpinistico dei monregalesi non venne mai meno. Ufficialmente la Sezione del C.A.I. di Mondovì risorse il 19 maggio del 1924, e Presidente venne eletto il dott. Giuseppe Perotti personalità di indiscusso valore che, coadiuvato da nomi eccellenti della Mondovì bene dell'epoca, riunì le forze alpinistiche monregalesi creando in questo modo le basi per una intensa attività alpinistica.
Il 7 luglio del 1929 venne inaugurato il Rifugio Mondovì alle sorgenti dell'Ellero. Al nome,  in tempi successivi, fu aggiunto quello di Havis De Giorgio, eroe  morto in Africa nel 1939. Il rifugio fu solo il primo impegno di quella che sarà una delle attività preminenti della Sezione.

Negli anni successivi infatti sotto la guida dei diversi Presidenti sezionali vennero realizzati il Rifugio Mettolo Castellino e Oreste Gastone (luglio 1939), il Rifugio Garelli al Pian del Lupo in alta Valle Pesio nel 1950 (intitolato all'avvocato Piero Garelli che fu Presidente di sezione dal 1938 al 1943 e morto  a Mauthausen nel giugno del 1945).
A completamento delle strutture in quota della sezione di cui faceva anche parte il Rifugio Tino Prato al colle della Navonera (ormai dismesso) furono realizzati in tempi più recenti il Bivacco Cavarero in alta Valle Corsaglia sulle pendici del Monte Zucco (anno 1972), a ricordo del giovane Socio Franco Cavarero travolto da una valanga nel canalone del Mondolè durante un’escursione scialpinistica, e il Bivacco Comino in alta Val Ferret eretto nel 1982 a ricordo di Gianni Comino nota Guida alpina e valente alpinista di Vicoforte.

Occorre inoltre sottolineare gli adeguamenti e le ristrutturazioni dei nostri rifugi. In particolare la ricostruzione del Rifugio Garelli, avvenuta nel 1991 a seguito del terribile incendio che lo aveva distrutto completamente nell'inverno 1987, e l'ampliamento del Rifugio Mondovì avvenuta nel 2008.
Oggi i nostri rifugi e  bivacchi sono meta di tanti appassionati di montagna e sono stati riconosciuti tra in le più belle strutture in quota delle nostre Alpi.
L'alpinismo in tutte le sue forme moderne nacque e prese consistenza sotto la spinta entusiastica di Sandro Comino “deus ex machina”dell'associazione che nel periodo della sua attività seppe coniugare alle capacità organizzative le sue forti doti di alpinista con la conquista di vette prestigiose nelle Alpi Marittime.
Sua è la guida Alpinistica del Marguareis (1963) e la creazione insieme a Giovanni Abbona e Gino Bongiovanni della Gara Internazionale scialpinistica "Tre rifugi" che dal 1953, anno della sua prima edizione è arrivata alla 60^ edizione.
Altri grandi personaggi hanno fatto grande la storia alpinistica della sezione a partire dagli anni  60.
In questo periodo sono state realizzate delle importanti salite nel Gruppo del Marguareis nelle Alpi Marittime, sul Monte Bianco e sulle Dolomiti.

Un ricordo particolare è dedicato alla figura di Gianni Comino che ha saputo, a cavallo tra gli anni 70 e 80, affrontare vie di particolare difficoltà su tutti i terreni di arrampicata (roccia, ghiaccio, misto) in diverse zone delle Alpi. In particolare nel massiccio del Monte Bianco ha salito l'Hypercoloir dal versante sud delle Gran Jorasses, la prima solitaria del Supercouloir del Mont Blanc du Tacul, in 1° solitaria sale la parete Nord del Grand Pilier d’Angle (via Dufour-Fréhel) uscendo per la via Boivin-Vallencant..., solo per citarne alcune.Il 28 febbraio 1980 Gianni perde la vita sulla Brenva a causa del distacco di un seracco.
La sezione ha inoltre svolto un attività propedeutica per la conoscenza delle montagna con l'organizzazione di iniziative socializzanti: gite collettive, corsi di roccia, scuola di sci-alpinismo,  Alpinismo Giovanile.
L'attività dello scialpinismo è sempre stata una tra le attività principali della sezione di Mondovì con la frequentazione invernale delle montagne, sfociata poi nell'uscita nella raccolta di itinerari “Dal Col di Nava al Monviso” che contiene 90 itinerari in sci ormai giunta alla III edizione.

La preparazione degli sci alpinisti Monregalesi  ha portato poi, alla creazione della rinomata  Scuola di Scialpinismo Franco Cavarero che è operativa dal 1965 i cui corsi hanno formato e formano schiere di sci alpinisti.
Fondamentale è sempre stata l'attività con i giovani fino alla creazione nel 2007 della Scuola di Alpinismo Giovanile “Mondolè” i cui corsi ogni anno danno la possibilità ai ragazzi di conoscere la montagna e il modo più sicuro di affrontarla.
Altri impegni di importanza sociale e culturale che la sezione ha curato e portato avanti è stata l'organizzazione della XVI Delegazione del C.N.S.A.S. A cui fanno capo le stazioni di Mondovì, Chiusa Pesio e Garessio, la cura dei sentieri, la pubblicazione di guide e di volumi di argomento ambientale alpino oltre ad un bollettino di informazione per i soci (L'Alpinista) la cui prima edizione risale al 1881 (vedi nota).
Con inesausto impegno ognuna delle iniziative è portata avanti con serietà, con passione e con la determinazione che caratterizza gli alpinisti.

 

Giorgio Aimo
Presidente della sezione CAI di Mondovì